La storia di TomasUna storia personale diventata metodo.
Nel 1993 ero un diciassettenne sportivo e affamato di adrenalina. Facevo parte del mondo delle palestre fin da bambino e lo sport fu ciò che mi salvò da un ambiente difficile. Avevo talmente tante energie che pensavo di essere immortale. Tra le mie più grandi passioni c’erano gli sport da combattimento e le moto.
Il 4 agosto un incidente frontale in moto cambiò per sempre la mia vita. Il femore era gravemente fratturato e il medico che mi seguì mi disse che avrei zoppicato per sempre: addio sport. Il recupero durò un anno, tra ospedale e stampelle, fino a quando una persona a me vicina mi disse che sapeva come aiutarmi perché conosceva il corpo umano. Quella persona mi riportò non solo a camminare normalmente, ma anche a combattere e praticare sport agonistico.
Da questo evento è nato il mio amore per il movimento, inteso come mezzo per riportare il corpo verso una normalità e un equilibrio. Ho capito che oltre i protocolli scritti esiste un mondo fatto di osservazione, studio, singolarità, integrazione e globalità.
Senza mai abbandonare lo sport e il fitness ho lavorato e studiato, spostandomi tra la Sardegna, la penisola e l’estero, frequentando corsi di formazione mentre creavo il mio sogno: un centro fitness. Ma nel profondo sentivo che non era sufficiente e che la salute delle persone dovesse passare prima da un altro tipo di ginnastica.
Nel tempo è nato PosturalMente: un progetto e un metodo di lavoro in cui è più importante capire che persona è quella che presenta una certa postura, ancora prima di capire che postura ha quella persona. È uno spazio in cui l’equilibrio viene ricercato attraverso l’osservazione e il lavoro globale. PosturalMente è il frutto delle mie esperienze, di anni di studio e approfondimento, del confronto con colleghi di diverse regioni e di tante ore dedicate a studiare casi e creare esercizi specifici.
È più importante capire che persona è quella che presenta una certa postura, ancora prima di capire che postura ha quella persona. — Tomas Usala